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Direzione Giornalistica: ANNA BRUNO 
 

Rischio paralisi per la digitalizzazione dei documenti, secondo Assintel

Milano, 10 febbraio 2010. Complicare ciò che era stato semplificato: questo l’effetto immediato per cittadini e imprese, se il Consiglio dei Ministri approverà senza correttivi il Decreto Legislativo di modifica al Codice dell’Amministrazione Digitale.
Ecco la prima certezza che emerge leggendo lo Schema di Decreto Legislativo, che interviene su delega del Parlamento a riformare il Codice. “Se vi sono alcune aree di miglioramento, come quelle sulle sanzioni, sui controlli e la tutela della sicurezza informatica”, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, “altre introducono cambiamenti inspiegabili che minano lo spirito stesso con cui il Codice è nato: la semplificazione burocratica dei rapporti fra PA, imprese e cittadini attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici”. In violazione della stessa legge di delega (L.69/2009, art. 33), il Governo sta proponendo di modificare l’assetto normativo in materia di documento informatico, firme elettroniche, processi di copia e di conservazione digitale, introducendo palesi incongruenze e complicazioni per l’utente.
Viene infatti complicato il concetto di documento informatico, introducendo la nuova tipologia di “duplicato informatico” e di “documento analogico informatico”, che seguono le logiche – del tutto diverse e qui non usabili – dei documenti cartacei.
Viene reintrodotta una terza tipologia di firma elettronica, quella “avanzata”, a metà strada fra la firma elettronica e quella digitale: in tal modo occorrerà chiedersi ogni volta con quale firma stiamo operando e che valore legale ha. E, di conseguenza, anche i documenti informatici con diversi tipi di firme avranno diversi valori formali e probatori.
Infine il colpo di grazia è dato dagli articoli 22 e 23, che rischiano di paralizzare il processo di digitalizzazione e di conservazione documentale: si vuole introdurre anche per il documento informatico l’autenticazione di un pubblico ufficiale, senza la quale la conformità di un archivio informatico sostitutivo potrà essere disconosciuta, e dunque senza alcun valore probatorio; ne vanno qui di mezzo tutti i processi già in atto, oltre che il lavoro di centinaia di operatori e professionisti del settore.

“Non ci spieghiamo come il Ministro Brunetta, che nel Codice vede uno strumento epocale di riforma della Pubblica Amministrazione e di Innovazione per tutto il Paese, possa condividere queste modifiche, che vanno nel segno della complicazione e della burocratizzazione”, conclude Giorgio Rapari. “Assintel, che qui raccoglie anche gli spunti degli amici di Anorc, è pronta a contribuire a tutti i livelli per una soluzione di buon senso che eviti di commettere errori irreparabili”. *** Assintel è l’associazione nazionale di riferimento delle imprese ICT e aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia. Rappresenta le imprese associate presso autorità, enti ed istituzioni, ne tutela gli interessi e progetta iniziative e servizi a loro concreto supporto. Assintel interpreta le esigenze dell’ecosistema di partnership composto da operatori globali e locali dei diversi segmenti del mercato ICT, è impegnata a mettere in contatto concretamente domanda e offerta ed è in prima linea per favorire lo sviluppo di una cultura dell’Innovazione tecnologica nel Sistema-Paese. Per informazioni: Assintel
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Autore: Marzia Bestetti
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News inserita in: Fisco e Leggi
Pubblicato il: 11 febbraio 2010


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